domenica 19 giugno 2011

Stieg Larsson, un amico su cui contare

È una storia di sentimento, tante parole e qualche numero quella che Kurdo Baksi racconta oggi, domenica 19 giugno. Ad ascoltare, un pubblico che della trilogia "Millennium" conosce - secondo il moderatore Alberto Faustini - proprio tutto fino al punto che a domanda precisa "che avviene a p. 345?" è molto probabile che si avrebbe precisa risposta. Ora, se la trilogia è dato di realtà, va da sé che sul 4 si fantastica assai. E parte come in difesa Baksi, che "non vuol parlare molto" di un ipotetico quarto libro per alcune controversie in essere con gli eredi di Larsson, assai dotati della concretezza che al loro caro, spesso ritardatario o addirittura dimentico nell'incassare assegni, difettava completamente. Quindi sul 4 scenda la tenebra delle lunghe notti svedesi, che ci hanno dato un genio, oltre che a un felice filone aurifero su cui è attualmente concentrato l'editore Marsilio. Tre sono i titoli cult cui siamo abituati, ma ci voleva Kurdo, il "fratello minore" nel sodalizio costituitosi nel '92, per rivelarci come ben altre quantità avesse in mente Stieg. Il "fratello maggiore" svolgeva in parallelo la narrazione di cinque romanzi, per cui ben cinque primi capitoli hanno visto la luce. Insoddisfatto del quarto, l'autore era passato, con disinvoltura, al quinto. Fratello maggiore era un genio, ci assicura Kurdo, ma non con i numeri. Il che ci porta ad aprire sulle caratteristiche personali e al numero due.
In merito, un suggerimento sorprendente di Kurdo invita a riconsiderare il fascinoso Mikael Lundkvist e la scontrosa Lisbeth Salander come le due metà della stessa mela, corrispondendo Lisbeth nell'introversione e nella timidezza a Stieg che disegna in Mikael un efficiente alter ego (per esserne molto geloso). Uno, ed è banale, è il sentimento che lega esseri che riconoscendosi tra mille legano i propri destini in maniera indissolubile per il tratto di cammino che è loro concesso. E in quest'uno, tra fratello maggiore e fratello minore, stanno la passione civile, la militanza antiviolenta e antirazzista che comporta a entrambi di vivere sotto minaccia di morte, la passione per un lavoro che per l'appunto solo gli appassionati possono sopportare nei suoi ritmi e nelle pretese, fatte apposta per fiaccare chiunque tenga a se stesso più che alla verità. Quel lavoro che si affronta in orari pazzeschi e fumando e bevendo moltissimo caffè e che ha ghermito fratello maggiore, appena cinquantenne, direttamente sulla scrivania della redazione.