venerdì 28 gennaio 2011

Roberto Keller al TBF: "...e poi è arrivata Herta"

Un piccolo editore, una grande scrittrice. Sembra proprio una fiaba la storia del trentino Roberto Keller, che ha scommesso sul talento di Herta Müller (e ha fatto bene...). Una storia che al TBF racconterà lui stesso, in prima persona, dalla scoperta dell’autrice tedesca alla fatidica telefonata che nel 2009 gli ha “sconvolto” piacevolmente la vita professionale.
Dopo aver lavorato da Marcos y Marcos, Keller, nel 2005, Roberto ha fondato la Keller Editore (sei collaboratori, un solo assunto: lui). Herta Müller, premio Nobel per la letteratura 2009, è nata il 17 agosto 1953 in Romania. Nei suoi lavori la scrittrice racconta la vita sotto il regime comunista di Ceausescu. Traduttrice di tedesco, nel ‘79 perde il lavoro perché si rifiuta di collaborare con la polizia segreta del regime. Ha lasciato il suo paese nel 1987 per andare a vivere in Germania insieme al marito, lo scrittore Richard Wagner. iI libro tradotto in italiano da Keller è Il paese delle prugne verdi. È stato ristampato anche in viaggio su una gamba sola (edito da Marsilio nel ‘92). Tra i suoi romanzi più famosi all’estero (in Italia non è stato ancora pubblicato) c’è The appointment: racconta la storia di una ragazza che, sotto Ceausescu, lavora in una fabbrica di vestiti da uomo destinati ai negozi italiani. E, dentro le giacche e le tasche, cuce un messaggio: “Sposami!”.

sabato 22 gennaio 2011

Il noir civile: sospesi tra la Storia e le storie

Tersite Rossi (al secolo Mattia Maistri e Marco Niro) e Giancarlo Narciso. Autori di “È già sera, tutto è finito”, i primi, e di “Solo fango”, il secondo. Romanzi che si possono definire “civili” nel senso parlano di noi, della nostra storia recente fatta di misteri e di soprusi. Gli attentati degli anni Novanta e l’epopea di Gladio trovano in questo incontro – intitolato “Il noir civile: sospesi tra la Storia e le storie” – un trait d’union con la tragedia di Stava e con la criminalità ambientale che ancora una volta ha portato al dramma.

E sono tre le domande a cui si tenterà di rispondere, per altrettanti stimoli letterario, antropologico e politico-sociale. La Storia con la "S" maiuscola dei grandi eventi può essere narrata attraverso le vicende quotidiane delle persone che vivono la storia con la "s" minuscola? I protagonisti del noir civile sono eroi o anti-eroi? Che impatto possono avere le "storie" romanzate del noir civile sulla realtà sociale e politica?
In un momento storico in cui i libri hanno ricominciato a far paura al Potere, si discuterà della loro valenza civile; di cosa una narrazione può dunque essere in grado di fare.

giovedì 13 gennaio 2011

"Il piccolo mondo di Guareschi": una mostra al Tbf

Il Tbf si pregia di poter ospitare la mostra itinerante "Il piccolo mondo di Guareschi". Universo in sedicesimo popolato da figure farsesche e simpatiche, da persone umili e comuni ma anche dai don Camillo e dai Peppone. Giovannino Guareschi e la sua satira garbata ma efficace che ha entusiasmato, coinvolto, commosso un vastissimo pubblico, non solo italiano, sarà dunque a Caldonazzo, raccontato in una esposizione che rimarrà aperta dal 10 al 19 giugno.
Il successo che raggiunse Giovannino Guareschi negli anni Cinquanta con le versioni cinematografiche di alcuni episodi di «Mondo piccolo» fu enorme: i personaggi di don Camillo e Peppone, rivestiti di celluloide e portati sugli schermi di tutto il inondo, diventarono i simboli di un’epoca. Questo successo forse lo avrebbe raggiunto ugualmente con i suoi libri senza l’aiuto di Cervi-Peppone e Fernandel-don Camillo, ma è indubbio che questi ne accelerarono l’arrivo abbreviando i tempi e offrendogli anche una enorme, inaspettata popolarità. Ed è proprio questa popolarità che permette oggi ai giovani e giovanissimi che lo conoscono solo grazie alla riproposta dei vecchi film in televisione, dato che critica e cultura lo hanno sempre ignorato, di provare interesse e desiderare di saperne di più su di lui.
Il «Club dei Ventitré», che vuole essere un punto di riferimento per queste persone e per tutti coloro che gli vogliono bene, ha creato questa Mostra itinerante con l’intento di offrire loro una informazione ampia e precisa su di lui e sulle sue opere. E, riconoscendo a Cervi-Peppone e a Fernandel-don Camillo il merito di avere conservato e amplificato il ricordo dell’autore per le vecchie e nuove generazioni di spettatori quando il suo nome era circondato dal silenzio ufficiale ha impostato la Mostra all’insegna del «Mondo piccolo».
Per preciso intento del «Club dei Ventitré» la Mostra deve fare tappa dovunque e, in special modo, nei piccoli centri, perché lì il «Mondo piccolo» di Guareschi è più comprensibile, grazie alla somiglianza di situazioni e personaggi che altrove, purtroppo, non esistono più.
La Mostra, all’insegna quindi del «Mondo piccolo», vuole far conoscere lo scrittore, il polemista, il disegnatore ma soprattutto l’uomo perché il suo messaggio di grande umanità, sorretto da una Fede sconfinata, e dettato da una grande simpatia per il suo prossimo, in questo mondo sempre più confuso, non può che far bene a chi lo ascolta.
La Mostra ha carattere antologico e non artistico e si compone di venti pannelli protetti da plexiglas e montati su telai in alluminio anodizzato color testa di moro opaco. I pannelli, numerati, si uniscono a due per due con cerniere che permettono loro di essere aperti a “V” ed essere quindi autoportanti. Contengono (in copia per abbassare il valore assicurativo) documenti, fotografie, ritagli, disegni con relative didascalie e legenda che documentano la vita e le opere di Giovannino Guareschi. Nel primo pannello: un minialbero genealogico con le foto dei nonni, dei genitori, del fratello e di Giovannino. Nel secondo: le foto dei genitori e dei quaderni delle elementari. Nel terzo: foto e documenti delle cooperative socialiste della Bassa, foto di Giovanni Faraboli (il prototipo di Peppone), e di Giovannino al Liceo. Nel quarto: foto, documenti e disegni del periodo parmigiano. Nel quinto e sesto: foto, documenti e disegni del periodo milanese del «Bertoldo» . Nel settimo e ottavo: foto, documenti e disegni del periodo dell’internamento militare nei Lager tedeschi. Nel nono, decimo e undicesimo: foto, documenti e disegni di Giovannino e dei suoi colleghi del primo periodo del «Candido» con le prime grandi campagne legate all’impegno civile. Nel dodicesimo, tredicesimo e quattordicesimo: foto, disegni e documenti sulla nascita letteraria di “Don Camillo” e sul suo successo internazionale. Nel quindicesimo, sedicesimo e diciassettesimo: foto di scena, documenti e disegni legati alla nascita cinematografica di “Don Camillo” e al suo strepitoso successo internazionale. Nel diciottesimo: foto, disegni e documenti legati alle due condanne per diffamazione a mezzo stampa su «Candido» di Einaudi e di De Gasperi. Nel diciannovesimo foto, documenti e disegni sulla chiusura di «Candido» e sugli ultimi lavori di Giovannino. Nel ventesimo: le ultime foto di Giovannino nel suo “Mondo piccolo”. Nei pannelli Giovannino si racconta con pezzi autobiografici.
Fanno parte della Mostra cinque gigantografie rappresentanti Giovannino e i due più famosi interpreti dei suoi personaggi in abito di scena: Fernandel e Gino Cervi. Viaggia assieme alla mostra anche il vecchio “Guzzino 65” di Giovannino.

venerdì 7 gennaio 2011

Mario Cagol legge Fogazzaro: "La Nitàlia l'è brodèga"

Già il titolo è tutto un programma. Mario Cagol, meglio conosciuto come Supermario, attore e autore teatrale, si cimenta con la lettura di Antonio Fogazzaro, scrittore vicentino di cui quest'anno ricorre il centenario della morte, autore di capolavori indimenticabili come "Malombra" e "Piccolo mondo antico". I racconti di Fogazzaro sono sorprendenti per ironia e comicità. Si rivelano incredibilmente moderni pur essendo stati scritti oltre un secolo fa. Il racconto che dà il titolo all'evento, ad esempio, significa "L'Italia è sporca", in un dialetto trentino che Fogazzaro apprese durante le numerose frequentazioni della nostra provincia.
La lettura dei racconti sarà accompagnata dal Coro La Tor di Caldonazzo, che eseguirà acconci brani presi dalla tradizione.

lunedì 3 gennaio 2011

Mauro Corona e la "Fine del Mondo Storto"

Mauro Corona racconterà la sua “Fine del mondo storto” (Mondadori) al Trentino Book Festival 2011. Lo scrittore-scultore friulano ha risposto di sì all’invito della nostra direzione e ora attendiamo solo la conferma della data. Personaggio eclettico che non ama usare mezzi termini, Corona è di Erto, paese tristemente famoso per la tragedia del Vajont.
La sua storia letteraria comincia un giorno del 1977, quando un amico giornalista decide di pubblicare alcuni suoi racconti sul quotidiano “Il Gazzettino”. È da qui che comincia, all’inizio un po’ in sordina, una nuova attività, quella di scrittore, che lo porta alla pubblicazione di sei libri, dal 1997 fino a oggi.
Per puro divertimento partecipa alla realizzazione di alcuni documentari sulla sua vita e prende parte ad un film-denuncia sulla catastrofe del Vajont.
Durante tutto questo tempo Mauro non trascura gli affetti e riesce anche a crearsi una famiglia, che tuttora vive con lui.

A detta di molti è introvabile. Alcuni dubitano persino della sua esistenza, come si dubita di quella di Pessoa. Altri si vantano di essersi addentrati nei misteri della sua bottega-studio, che sembra scavata in un tronco di cirmolo. Mauro intanto continua ad occuparsi tranquillamente del suo lavoro. Alterna solitari momenti di studio e di scrittura a conferenze, incontri e manifestazioni, continua a realizzare figure lignee ispirandosi alle forme e alle cose che lo colpiscono durante meditabonde passeggiate tra i boschi della Val Vajont. Va a correre in montagna e porta i figli a scalare. Quando cala la sera a volte lo potete incontrare in osteria che sorseggia un buon rosso con gli amici. A volte più di uno (dal sito ufficiale www.dispersoneiboschi.it).