
Un Premio Nobel nello sguardo del… suo editore
Quando Roberto Keller scommise sul talento di Herta Müller. E fece benissimo!
Le vite di Herta Müller (1953, Niţchidorf, Romania) che dopo aver perduto il proprio lavoro di traduttrice del tedesco per il rifiuto di collaborare con la polizia segreta del regime di Ceausescu e di Roberto Keller (Rovereto, Trento), fondatore nel 2005 della Keller Editore, s’incrociano nel 2009 in una telefonata che segna per entrambi il principio di un fortunato “sconvolgimento” professionale.
Ne conosceremo tutti i particolari in diretta, dal racconto in viva voce di Keller, che incontra il pubblico
sabato 18 giugno 2011 alle ore 17
presso il Blue Coffee in Viale della Stazione a Caldonazzo (Trento)
Conosceremo dunque dalle parole di un piccolo editore dal grande fiuto le molte sfaccettature della personalità della più importante scrittrice vivente in lingua tedesca (Müller appartiene alla minoranza germanofona del Banato rumeno), che ha lasciato il suo paese nel 1987 per andare a vivere in Germania insieme al marito, lo scrittore Richard Wagner.
Il libro tradotto in italiano da Keller è “Il paese delle prugne verdi”, cui si è recentemente aggiunto “Il Re s'inchina e uccide” È stato ristampato anche in viaggio su una gamba sola (edito da Marsilio nel ‘92). Tra i suoi romanzi più famosi all’estero (in Italia non è stato ancora pubblicato) c’è “The appointment”: la storia di una ragazza che, sotto Ceausescu, lavora in una fabbrica di vestiti da uomo destinati ai negozi italiani. E, dentro le giacche e le tasche, cuce un messaggio: “Sposami!”.
IIl Nobel assegnato nel 2009 alla “cronista della vita quotidiana sotto la dittatura” ne riconobbe “la concentrazione poetica” e “la concretezza” della prosa, come si legge nella motivazione: Herta Müller ha saputo raccontare “i paesaggi dell'esilio”, la vita del “senzapatria”. E chiunque viva sotto una dittatura è senzapatria, tanto più se nato all'interno di una minoranza oppressa quale furono, e probabilmente sono, i tedeschi del Banato Svevo divenuti romeni dopo la Seconda guerra mondiale.