“Vivere per addizione e altri viaggi” Carmine Abate dialoga con Carlo Martinelli
di Tiziana Tomasini
Era nell’aria. L’acquazzone annunciato si è rovesciato sul Trentino Book Festival di Caldonazzo con notevole intensità. Niente paura. L’incontro è in programma al coperto, nel caseificio di viale Stazione, alle ore 20.00. Alcuni prendono posto in sala con notevole anticipo, già dalle 19.30; nella libreria TBF la colonna dei libri di Carmine Abate (la cui produzione letteraria è inclusa nella Piccola Biblioteca Oscar Mondadori) sta calando vertiginosamente.
Segnali che la dicono lunga su uno degli eventi più attesi. Incontro l’autore al riparo dalla pioggia, casualmente – come la maggior parte degli incontri significativi - poco prima dell’inizio. Un sorriso comunicativo, che sgombra appena un’ombra di malinconia negli occhi scuri. Poche parole per cogliere la passione per la scrittura. La sala è ormai gremita. La partenza per questo breve viaggio letterario è la lettura di due liriche e del racconto “Vivere per addizione”. Sapore autobiografico e di pomi, a rappresentare le stagioni della val di Non. In sintesi il percorso di vita di Carmine, da Sud a Nord. Dalla comunità arbereshe (italo – albanese) ad Amburgo, dalla Calabria alla Germania. L’approdo in Trentino “per calcolo geografico”; un righello e tac, la metà immaginaria tra N – S. Righelli e addizioni, luoghi e persone, lingue e linguaggi. Un autore anche matematico, oltre che geografo, antropologo, linguista. Momenti in sala a volte toccanti, altri decisamente divertenti. La mediazione di Carlo Martinelli, grande alter autore, che parla di sottrazioni e di calcio tedesco. Il giornalista intercala istrionico con “domande cattive”, scherza sulla pronuncia di “pomi” di Abate, sottopone le questioni importanti dell’attuale emigrazione dei popoli. Lo scrittore di poesie, di prose e di “proesie” risponde con la vita vissuta, con le esperienze maturate all’estero, come la vita da supplente in cerca di camere per la notte. Con le andate e con i ritorni, con il passato ed il presente. Tre domande del pubblico riportano la figura del padre, simbolo delle radici del viaggiatore, di colui pronto a partire. Pronto a percorrere le strade della vita. Naturalmente calorosi gli applausi di chiusura. Tra le braccia che cercano affannosamente penne e libri da far firmare, cerco invano una copia per l’autografo. Non importa, so che incontrerò ancora Carmine Abate. Forse casualmente, come poco prima dell’inizio. O forse in qualche altro viaggio letterario. Per addizione.