da Comunicazione TBF 2011
Venti testi come lampi, brevi quanto possono esserlo dei racconti, ma capaci di risvegliare chiunque confidi troppo nell'instabile cielo estivo che in un attimo si rannuvola, proprio come in questo tardo pomeriggio di sabato 18 giugno in cui Federica Ricci Garotti, docente di Linguistica presso l'Università di Trento introduce i "Racconti dal Trentino" (2011, Curcu & Genovese). L'autore è notissimo al pubblico locale che riceve senza alcuno stupore le notizie che Ricci Garotti comunica in ordine alla qualità ma anche all'originalità della scrittura di Renzo Francescotti. Che lapidario glossa "non per caso è Federica a presentare oggi il mio libro; è una donna straordinariamente intelligente". Lo spiega anche, di essere uno scrittore eclettico, esploratore di diversi generi in letteratura, ma già lo aveva rivelato il suo sguardo e la sua garbata, puntuale ironia. Mentre Ricci Garotti procede alla disamina scientifica dei venti racconti contenuti nell'antologia, mettendo in luce originalità della scrittura e delle soluzioni narrative, Francescotti produce un divertente controcanto da cui emerge il disappunto per non essere mai stato "invitato" in qualità di scrittore a Cles, sua città natale e per la ferita mai rimarginata di certi dispettucci subiti nell'infanzia da parte di tale zio Marcellino, alias il detestabile Zio Serafino di uno dei racconti. Nel lavoro di Francescotti ha tanta parte l'effervescente personalità quanto la consapevolezza autorale, e dalla mediazione tra la lettura di Ricci Garotti e interventi di Francescotti che usa intelligentemente la memoria e il tema dell'affezione ai luoghi delle proprie origini, che viene costruendosi un ritratto interessante. Non soltanto di un autore, ma di un intero mondo che si consegna a noi attraverso le parole e la narrazione.
