lunedì 20 giugno 2011

Balenghi e sognatori in Località Pineta

"Qui si narra di Peppin Meazza che, quando voleva, accendeva il gioco come se girasse l’interruttore della luce. E di Alessandro Bianchi che giocava largo a destra, quasi preferisse non disturbare. (...) e di quando Boninsegna prese la forma del fulmine. C’è chi l’Inter se l’è portata in montagna: dentro a una radiolina, o sotto il sellino di una bici da corsa, tra Coppi e Skoglund, o sul Ventoux in compagnia di Francesco Petrarca, o in bilico su una cengia dolomitica". È stato presentato al Campo sportivo di Caldonazzo, domenica 19 giugno, all'interno del programma del Trentino Book Festival "Inter nos, 23 storie in nero e azzurro" (2011, Curcu & Genovese). Locuzione che unisce ciclismo e football, Em bycicleta significa "nel gergo calcistico brasiliano, tiro a volo con salto mortale all'indietro"
(Gianni Brera, Storia critica del calcio italiano, Bompiani, 1976) e rende perfettamente il valore del gesto tecnico e atletico, il senso d'imponderabile che riassume la favolosità del calcio, e in genere dello sport. Qualcosa di difficile da fare, una prova di eccellenza, che resta impressa nella memoria; una sfida alla normalità, alle leggi della materia, in senso fisico, e anche in senso retorico: l'insostenibile pesantezza della maggioranza di chi oggi parla di sport. Autori delle storie sono "balenghi e sognatori", membri di un presidio di fabulazione sportiva che esiste dal 2003 e cui appartiene anche Carlo Martinelli (autore di "Anzolin, Endrigo, Facchetti"), garbato moderatore di un bell'incontro in cui la febbre del pallone he eguagliato, se non superato (con tanto di amichevole improvvisata lì per lì) quella per le parole.