sabato 18 giugno 2011

Sapori e aromi nella scrittura di Negri e Deiana

Sapevate che ogni tipologia di vino può essere accostata ad una tra i diversi "caratteri" maschili in circolazione? Lo raccontano ridendo Roberta Deiana, che lo ha letto, e Francesca Negri, che lo ha scritto nel recentissimo "Sex and the Wine". Col risultato, probabilmente, di accendere in tutte le signore presenti il desiderio di saperne di più sul tipo "barrique"; il remoulé può aspettare. Aperitivo di delizia stamattina, sabato 18, per aprire la seconda giornata del Festival in nome della leggerezza e del piacere che passa attraverso il gusto e... se proprio dev'essere, auguriamoci che passi da Slow Food piuttosto che dai produttori seriali di hamburger. Regina della rilettura ironica dell'arte culinaria, fino ad inventarsi la scanzonata immagine dello "chef perdigiorno" per il quale ha allestito un piccolo ricettario, la Deiana è arrivata da Milano appositamente per un incontro al vertice con un'altra regina, Francesca Negri, giornalista specializzata in enogastromia e di stanza in Trentino, nella misura in cui glielo consentono le sue curiosità e i suoi impegni da raffinatissima gourmet. Le ragazze si divertono, ma non solo.
Concorreranno entrambe quest'anno (non per la prima volta e con piazzamenti lusinghieri in passato) al Bancarella Cucina e al Bancarella Vino e c'è da scommettere che trasformeranno la "gara" in un'occasione di allegria, senza escludere qualche estroso coup de théâtre come quelli regalatici dalla Deiana, abile nel cambiare ruoli, da casalinga ai fornelli a contessa alle "dozzine" di ostriche da allestire per "qualche amico". E non finisce qui, perché una volta stabilita la differenza tra maschio e femmina nella percezione del cibo e del bere, vien l'ora di accogliere una generazione di donne che, ammiccando alle eroine newyorkesi di televisiva memoria, filtrano i giorni e il vino con libertà e passione. Rivendicando, sottolinea la Negri, per sé in maniera piena e totale quel piacere che anticamente si negava alle femmine, nel cui bicchiere miele e latte correggevano e temperavano le temutissime virtù liberatorie del liquido sacro a Bacco.