Le visioni apocalittiche dei libri accatastati nei banconi dei 2 x 3 dei centri commerciali non turbano soltanto i sonni di chi ama di cuore leggere, hanno modificato il comune, irriflessivo, sentire. Scegliere con cura un traduttore e applicare le carte a mano (fasi distantissime nella lavorazione dell'oggetto-libro, ma impagabili occasioni di esercitare buon gusto e accuratezza) significa essere, né più né meno, eccentrici o quando va bene appartenere alla cerchia ristretta di quegli operatori che nei Saloni del Libro sono forzati a comunicare con lo sguardo, oltre le alte torri dei best-seller il cui spessore risulta francamente inquietante. Eppure il popolo di santi, poeti e navigatori non è un popolo di rassegnati se la piccola editoria conta oggi 8mila ditte in attività contro le 3mila del 2009. A dispetto del sistema che contrae la durata della "vita" del prodotto-libro, delle modifiche in atto circa le modalità dei lanci editoriali (nessuno oggi vuol più recensire un libro che è gia in libreria, il cui tempo si considera, perciò, scaduto), della distribuzione e a dispetto della pura fatica Keller continuerà a "voler bene ai libri", come riconosce affettuosamente Martinelli e a far parte della squadra degli 8mila e ancora più del gruppo dei piccoli di qualità. Sulla sua strada ancora la Müller, di cui ha appena edito "Il Re s'inchina e uccide", presentato in anteprima europea oggi 18 giugno al TBF, prima parte di una serie di racconti che andrà a completarsi con la seconda in uscita l'anno prossimo insieme ad altri titoli tra cui uno di un'autrice italiana.
sabato 18 giugno 2011
Herta e l'uomo che vuol bene ai libri
Le visioni apocalittiche dei libri accatastati nei banconi dei 2 x 3 dei centri commerciali non turbano soltanto i sonni di chi ama di cuore leggere, hanno modificato il comune, irriflessivo, sentire. Scegliere con cura un traduttore e applicare le carte a mano (fasi distantissime nella lavorazione dell'oggetto-libro, ma impagabili occasioni di esercitare buon gusto e accuratezza) significa essere, né più né meno, eccentrici o quando va bene appartenere alla cerchia ristretta di quegli operatori che nei Saloni del Libro sono forzati a comunicare con lo sguardo, oltre le alte torri dei best-seller il cui spessore risulta francamente inquietante. Eppure il popolo di santi, poeti e navigatori non è un popolo di rassegnati se la piccola editoria conta oggi 8mila ditte in attività contro le 3mila del 2009. A dispetto del sistema che contrae la durata della "vita" del prodotto-libro, delle modifiche in atto circa le modalità dei lanci editoriali (nessuno oggi vuol più recensire un libro che è gia in libreria, il cui tempo si considera, perciò, scaduto), della distribuzione e a dispetto della pura fatica Keller continuerà a "voler bene ai libri", come riconosce affettuosamente Martinelli e a far parte della squadra degli 8mila e ancora più del gruppo dei piccoli di qualità. Sulla sua strada ancora la Müller, di cui ha appena edito "Il Re s'inchina e uccide", presentato in anteprima europea oggi 18 giugno al TBF, prima parte di una serie di racconti che andrà a completarsi con la seconda in uscita l'anno prossimo insieme ad altri titoli tra cui uno di un'autrice italiana.