La tensione c’è, è inutile negarlo. Siamo esseri umani costantemente messi alla prova, e non solo quella microfono . Ma proprio la prova microfono riporta alla realtà. Uno, due … Sì, lui è qui. Lui è già arrivato. Eraldo Affinati, autore, con Anna Luce Lenzi di “Italiani anche noi. Corso di italiano per stranieri.” svolta l’angolo accompagnato dall’editore Paolo Ghezzi. Di nero vestito, sorridente, si fa largo lentamente tra i presenti. Cominciamo. La prima domanda è banale quanto necessaria. Nel 150° anniversario dell’unità d’Italia, un corso di italiano per stranieri. Una sfida? Affinati coglie lo spunto, e racconta fluido la città dei ragazzi, la scuola “Penny Wirton”, la libertà di frequenza. E il sogno diventato realtà. Insegnare la lingua agli stranieri senza voti, senza registri, senza burocrazie. Un manuale ben illustrato dalla pittrice Emma Lenzi per consentire la codificazione, fondamentale supporto alla parola. I racconti a inizio e a termine di ogni lezione sperimentano la commistione di didattica e narrativa, spesso non condivisa dalle case editrici. Eraldo Affinati ne legge uno. La storia di Babul, che ha il sorriso più bello del mondo e che a dieci anni guidava il motorisciò. Il linguaggio è chiaro, lineare, diretto. Una caratteristica della sua ampia produzione letteraria. Affinati è riuscito - in “Berlin” – a far parlare anche un wurstel. Certo la sua esperienza di viaggiatore letterario interagisce con l’ insegnamento, apre nuovi orizzonti. Intanto qualche nuvolone, aiutato dal vento sostenuto, copre il sole. Affinati parla ancora di soddisfazioni e delusioni, che fanno parte dell’insegnamento; di questi ragazzi che vogliono imparare ma non sempre possono essere a scuola; parliamo dell’italiano per gli italiani, delle carenze grammaticali e dei supporti informatici. In coda alle ultime riflessioni, il consueto spazio per le domande. I presenti si mostrano interessati agli argomenti, chiedono, portano esempi di esperienze personali. Eraldo Affinati è piacevole da ascoltare, nella sua cadenza tipicamente romana. Ma ormai non c’è più tempo. Gli autografi sul manuale, le foto, le ultime strette di mano e via. Ritorno a Roma, domani iniziano gli esami di maturità, domani si ritorna sul campo. Ormai il cielo è coperto.
Tiziana Tomasini
(foto lavalsugana.it)