sabato 18 giugno 2011

Mauro Corona raddrizza il mondo

Siamo a rischio di oblio di noi stessi e a farcene memoria verranno fame e freddo, di fronte ai quali "l'uomo mostra ciò che è, puro istinto vitale, in cui non han posto né altruismo né bontà né alcun'altra edulcorazione del reale". Ricorre sovente la parola edulcorazione nell'eloquio di Mauro Corona, che ne affronta con coraggio la pronuncia resta ostica dalla dura "z" ertana. E nell'immaginario di chi ascolta viene proponendosi una scena nuda, o poco allestita, in cui a confrontarsi in un duello titanico stanno appunto Edulcorazione, pessimo soggetto, e Essenzialità. "Chi dice che i miei libri neghino la speranza - tuona Corona verso un'affollatissima platea accorsa ad incontrarlo sabato 18 in serata - non li ha letti! Al contrario, io sono pieno di speranza". Bisogna intendersi. Corona spera che quanto prima si abbatta sul mondo una sorta di Big Bang al rovescio (e del resto, basterebbe che finisse il petrolio, il che prima o poi accadrà).
L'apocalisse, si badi, è auspicata non tanto come transito verso il giudizio universale, ma come spunto educativo onde salvare le giovani generazioni dall'inettitudine ("chi sa farsi il pane?"). Se il "mondo storto" in cui avere una bella auto conta quanto avere le analisi del sangue in ordine, in cui l'abbonamento alla palestra ha sostituito il libero moto del corpo nella natura, e la chimica garantisce l'imperitura prestanza fisica, finisse di colpo "almeno - dice Corona - il rischio immediato di perdere la vita ci farebbe consapevoli di quello che ormai per abitudine trascuriamo, cioè l'essenziale". E quello lo possediamo, dovremmo solo rieducarci ad amarlo e a tutelarlo senza scordare il dovere di passar ai giovani la medesima attitudine. C'è spazio, nel volgere dell'incontro condotto da Paolo Ghezzi, per il Corona incantevole narratore ("scrivo male" si schermisce mentre dal pubblico si alza un applauso pieno d'affetto) di storie ertane, al cui centro con una "ballata" dedicata alla madre è stavolta la figura femminile, soprattutto per l'enorme numero di frangenti in cui è umiliata e violata. La donna ha dalla sua una forza ben superiore a quella dell'uomo: così gliel'ha consegnata la Natura e così dovrebbe esprimersi... forse un mondo governato dalle donne sarebbe "meno storto"? vien da chiedere allo scrittore che appare sempre più coinvolto in tematiche sociali senza che per questo i suoi appassionatissimi lettori (cui ha regalato 17 libri, "forse troppi", provoca, suscitando un altro fragoroso applauso) smettano di amarlo e seguirlo.