L'apocalisse, si badi, è auspicata non tanto come transito verso il giudizio universale, ma come spunto educativo onde salvare le giovani generazioni dall'inettitudine ("chi sa farsi il pane?"). Se il "mondo storto" in cui avere una bella auto conta quanto avere le analisi del sangue in ordine, in cui l'abbonamento alla palestra ha sostituito il libero moto del corpo nella natura, e la chimica garantisce l'imperitura prestanza fisica, finisse di colpo "almeno - dice Corona - il rischio immediato di perdere la vita ci farebbe consapevoli di quello che ormai per abitudine trascuriamo, cioè l'essenziale". E quello lo possediamo, dovremmo solo rieducarci ad amarlo e a tutelarlo senza scordare il dovere di passar ai giovani la medesima attitudine. C'è spazio, nel volgere dell'incontro condotto da Paolo Ghezzi, per il Corona incantevole narratore ("scrivo male" si schermisce mentre dal pubblico si alza un applauso pieno d'affetto) di storie ertane, al cui centro con una "ballata" dedicata alla madre è stavolta la figura femminile, soprattutto per l'enorme numero di frangenti in cui è umiliata e violata. La donna ha dalla sua una forza ben superiore a quella dell'uomo: così gliel'ha consegnata la Natura e così dovrebbe esprimersi... forse un mondo governato dalle donne sarebbe "meno storto"? vien da chiedere allo scrittore che appare sempre più coinvolto in tematiche sociali senza che per questo i suoi appassionatissimi lettori (cui ha regalato 17 libri, "forse troppi", provoca, suscitando un altro fragoroso applauso) smettano di amarlo e seguirlo.
sabato 18 giugno 2011
Mauro Corona raddrizza il mondo
L'apocalisse, si badi, è auspicata non tanto come transito verso il giudizio universale, ma come spunto educativo onde salvare le giovani generazioni dall'inettitudine ("chi sa farsi il pane?"). Se il "mondo storto" in cui avere una bella auto conta quanto avere le analisi del sangue in ordine, in cui l'abbonamento alla palestra ha sostituito il libero moto del corpo nella natura, e la chimica garantisce l'imperitura prestanza fisica, finisse di colpo "almeno - dice Corona - il rischio immediato di perdere la vita ci farebbe consapevoli di quello che ormai per abitudine trascuriamo, cioè l'essenziale". E quello lo possediamo, dovremmo solo rieducarci ad amarlo e a tutelarlo senza scordare il dovere di passar ai giovani la medesima attitudine. C'è spazio, nel volgere dell'incontro condotto da Paolo Ghezzi, per il Corona incantevole narratore ("scrivo male" si schermisce mentre dal pubblico si alza un applauso pieno d'affetto) di storie ertane, al cui centro con una "ballata" dedicata alla madre è stavolta la figura femminile, soprattutto per l'enorme numero di frangenti in cui è umiliata e violata. La donna ha dalla sua una forza ben superiore a quella dell'uomo: così gliel'ha consegnata la Natura e così dovrebbe esprimersi... forse un mondo governato dalle donne sarebbe "meno storto"? vien da chiedere allo scrittore che appare sempre più coinvolto in tematiche sociali senza che per questo i suoi appassionatissimi lettori (cui ha regalato 17 libri, "forse troppi", provoca, suscitando un altro fragoroso applauso) smettano di amarlo e seguirlo.